



























HILLSTOCK 2010
A BROOKLYN D.I.Y. MUSIC FESTIVAL !
(appunti)
Partecipare alla tre giorni di festival Hillstock 2010 è stata una splendida esperienza.
Lo show dei Mr.Brace & His Crooked Teeth (Davide Pivi, Alex Billig e me) è stato piuttosto apprezzato nonostante fossimo gli unici a cantare in italiano. Abbiamo cominciato la performance con un medley-tributo alla nostra cara musica italiana: "Il Cielo In Una Stanza" di GINO PAOLI e "Mi Ami" dei CCCP (che ci è stato poi richiesto di tradurre per intero durante un'intervista).
Eric, Alex, gli Eskalators e tutti gli altri competentissimi volontari che hanno reso possibile Hillstock 2010 sono una vera allegra famiglia (nel senso positivo del termine) allargata e questo lo si sentiva e respirava nell'atmosfera magica che si è creata soprattutto nel backyard dove si sono svolte le ultime due serate del festival (l'ultima doveva essere proprio sul rooftop di casa nostra ma la pioggia l'ha impedita).
La selezione delle band poi è stata particolarmente felice e ricca di sorprese. Di seguito i nomi che più mi sono piaciuti.
Un pò per prenderne e tenerne nota, un pò per consigliarvene l'ascolto a spizzichi e bocconi sui vari myspace o scaricandone la musica gratuitamente (molta sul tumblr di "NEVER BREAK DOWN - A BROOKLYN-BASED MUSIC COMMUNITY "):
AVA LUNA
(Tra Lauryn Hill e Jamie Lidell sono quasi dei Dirty Projectors meno cervellotici e più simpatici. Veramente fantastici)
THE TOOTHACHES
(Gioia e semplicità, energia corale e impatto live impressionante da prendersi dritto nei denti senza starci a pensare troppo)
ESKALATORS
(L'unica band che rischia sempre di avere più elementi sul palco che tra il pubblico. E non perchè il pubblico scarseggi, sia ben inteso. Cuore e gola. La scelta di perdere il dettaglio per dare forza al senso di collettività. Performance ridondate, allegra e avvolgente)
JESTY BEATZ
(Una via alternativa e lo-fi al miglior Busta Rhymes)
KATE FERENCZ
(Completamente fuori di testa con la riserva del dubbio riguardo a quanto ci faccia o quanto ci sia. In ogni caso incantevole e disturbante. Regina Spektor e Bjork che suonano con roba trovata nella spazzatura)
SAADI
(Voce straordinaria ed estrema eleganza. Soul futurista. Ascoltate la versione per sola voce e loop station di Daddy, You Been On My Mind di Bob Dylan)
ACLU BENEFIT
(Noah canta con la voce baritonale di un giovane Calvin Johnson e suona la chitarra sfiorandola appena. Ironico e scarno. Singalong di una semplicità ed efficacia commovente. Presenza magnetica. E' stata la mia performance preferita)
RESCUE BIRD
(Quello che avrebbero potuto fare le Coco Rosie se solo fossero state meno cretinette e trendy a tutti i costi. Amore per la tradizione e grande talento sciorinato come se niente fosse. Avrebbero tranquillamente potuto continuare a suonare per un altro paio d'ore. Ipnosi collettiva in religioso silenzio)
PAPS
(Due ragazze. Chitarra, ukulele, voce acida, tagliente e sexy. La tradizione folk blues americana senza tanti fronzoli. Belle canzoni. Poco altro da dire se non che ascoltarle è stato bellissimo)
LAURA STEVENSON & THE CANS
(I vicini han chiamato la polizia e Laura con la sua piccola orchestra è stata costretta a suonare completamente unplugged e sottovoce. Ma che voce! Un filo di seta avvolto in borbottii di tromba e sfrigolii di violino. Tutti in silenzio e con le orecchie tese per mezz'ora per non perdersi neanche un respiro)
ARCHIPELAGO
(Peter e la sua chitarra. Canzoni indie folk semplici ed eleganti. Ben calibrate tra emozione e mestiere. Meritata la chiusura del festival. Intimo e carezzevole.)
db
Nessun commento:
Posta un commento