venerdì 11 giugno 2010

Day 3


















Cercare di darsi una struttura poi darsi per vinti e abbandonare il tentativo. Non è il tempo nè il luogo. E allora caos.


Il nostro neighbourhood, diciamocelo, non è proprio questo gran spettacolo. Quartiere piuttosto nero in the middle of nowhere, Deli Grocery Market ad ogni angolo, macchinoni che diffondono R'n'B e ben poco altro. Piccola oasi in questo comunque caratteristico deserto il Bristens Eatery su Franklyn Av. L'altra mattina il timido ed impacciato proprietario del suddetto locale mi accoglie con un "You look like someone famous...Sean Connery...only the eyes." Meglio. Da allora ogni mattina mi chiama Sean ridendosela.


Per il resto un bel giretto a Prospect Park con Martina e Cristina che seguono squirrel fino a quando questi non si arrampicano sui tronchi restando in verticale, a testa in giù e con gli occhi sgranati in attesa di capire se le ragazze sanno salire sugli alberi. Non salgono.


Poi pioggia. A tratti. Ma frequenti. A Times Square le fitte gocce pungono le pupille alle ragazze che però non riescono a non guardare in alto con la bocca semi-aperta l'ncredibile caos di luci e schermi. La prima volta fa inevitabilmente effetto. Bagnati come pulcini cerchiamo di acquistare k-way ma troviamo solo scadenti ombrellini a tre dollari. Abbandoniamo l'idea di andare a vedere il concerto gratuito di Norah Jones che avrà cantato la sua spledida "Sunriiiise Sunriiiise" davanti ad un pubblico di ombrelli e mantelle cerate che affondava gradualmente sempre più nel fango fino a venirne inghiottito per sempre.


Poi gita nella sede nuiorchese di Google con due amici italiani. Sembra la "Fabbrica di Cioccolato": si gira tra gli uffici in monopattino passando tra teche che mostrano tutti gli esemplari di personal computer e consolle che furono (Commodore 64, Atari ecc ecc), distributori gratuiti di M&Ms, sala giochi con bigliardini, ping pong e postazioni Wii aperta tutto il giorno per i dipendenti, una mensa da sogno e sala da pranzo su una terrazza in faccia all'Empire State Building e alla skyline di Manhattan. Voglio andare a "lavorare" a Google. Appena torno mi attrezzo per.


Serata a Williamsburg dove per puro caso allo Zebulon troviamo a suonare i Puttin' On The Ritz, folle progetto di quel genio di Kevin Shea, che in mezz'ora tritano in un'esilarante e incomprensibile poltiglia free jazz gran parte della storia della musica pop americana. Seguiamo amici all'Union Pool. Qui si cucca. Ci dicono. Ma siamo stremati e desiderosi di tornare a casa. Non prima però che Martina e Cristina vengano riconosciute e abbordate da due tizi improbabili e riccioluti che avevamo incrociato il giorno prima mentre facevano yoga appesi come gibboni in ketamina ai sostegni della subway. Noi ce li ricordavamo bene. Anche loro sembravano aver memorizzato la fisionomia delle due ragazze. Di me non si ricordavano, invece. Forse non assomiglio poi così tanto a Sean Connery.


db

3 commenti:

  1. vedo finalmente del cibo. si comincia a ragionare!

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  2. http://jessefox1968.files.wordpress.com/2009/06/sean04.jpg

    http://www.facebook.com/photo.php?pid=1195670&id=1024855258

    praticamente identici!

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  3. ahaha che bel resoconto, vai Sean e ragazze!
    buone scoperte :)

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